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Patologie
Per patologie si intende qualunque malattia, sia dell'uomo che degli animali, o delle piante.

E’una malattia che può portare a morte il nostro cavallo oppure portarlo ad avere febbri ricorrenti per anni.
E’provocata da un virus e può essere trasmesso anche dagli insetti e non solo dal contatto diretto.
Per scoprire se il nostro cavallo è stato colpito dall’anemia infettiva viene effettuato il coggin test che consiste in un prelievo di sangue da inviare a degli istituti autorizzati per essere analizzato(obbligatorio per tutti i cavalli).Se il cavallo risultasse positivo a tale malattia possiamo solo fare due scelte : o sopprimerlo o mantenerlo in maniera tale che non possa trasmettere la patologia ad altri cavalli.
E’provocata da un batterio, lo Streptococcus Equi,che colpisce soprattutto i linfonodi sottomandibolari.
Si manifesta con febbre e scolo nasale. E’una patologia che si manifesta soprattutto nei cavalli fino ai 5 anni di vita.
Altri termini utilizzati per indicare questa sindrome sono: Spondilolistesi, Instabilità Vertebrale Cervicale, Spondilopatia Cervicale, o Malformazione Cervicale. Con queste terminologie si indica un complesso di manifestazioni derivanti da un fenomeno compressivo che si verifica a carico del midollo spinale cervicale quando la compressione è dovuta a malformazioni di sviluppo, ad instabilità vertebrale o a variazioni del lume del canale spinale. E' caratterizzata da barcollamento, instabilità e atassia del treno posteriore. I Sintomi sono variabili a seconda della sofferenza del midollo spinale da un' isufficiente coordinazione dei movimenti ad un'atassia bilaterale : camminando ondeggia e barcolla sul posteriore; il treno posteriore è il più colpito in quanto il numero dei suoi tratti motori, è inferiore a quello degli anteriori; in più i tratti motori destinati al posteriore sono più superficiali nella porzione del midollo cervicale; trascina le unghie; arti anteriori rigidi e che si incrociano nella camminata; deficit propriocettivi; resistenza alla manipolazione della zona cervicale; peggioramento nei cambi di direzione e nello spostamento laterale del posteriore; grandi difficoltà ad alzarsi; cadute e collassi durante il movimento; incapacità alla monta; incontinenza urinaria e fecale. Le possibili cause, sono: crescita veloce concomitante con un'alimentazione qualitativamente e quantitativamente spinta; predisposizione genetica; conformazione corporea; fatti traumatici. La terapia ideale dovrebbe: eliminare lo schiacciamento del midollo; far regredire i sintomi neurologici; non essere invasiva; Tuttavia non è possibile stabilire una terapia elettiva che possa risolvere tutti i casi che si presentano. La sindrome di instabilità cervicale non curata, ha un decorso progressivo.
Il termine colica viene utilizzato quando il nostro cavallo presenta un dolore molto forte a livello degli organi dell’addome. Gli organi maggiormente colpiti sono lo stomaco, l’intestino e i reni. Esistono vari tipi di colica: renale, spasmodica, intestinale, gassosa. I sintomi possono variare a seconda dei casi, ma generalmente il cavallo sarà agitato, tenderà a rotolarsi e a calciarsi la pancia, non mangerà o berrà, rasperà per terra e sarà sudato. Quando notiamo la presenza di almeno un paio di questi sintomi bisogna chiedere immediatamente aiuto al nostro veterinario di fiducia e,nell’attesa del suo arrivo,mettere una coperta al nostro amico e farlo passeggiare tranquillamente impedendogli di rotolarsi a terra.Le cause di una colica sono le più disparate, da sbalzi di temperatura, a calcoli, a parassiti, a errori alimentari quali sovra assunzione di alimento, abbeverata con acqua ghiacciata o alimenti fermentescibili, cambiamento di dieta o insufficente somministrazione di acqua.
L'herpes Virus Equino è responsabile di infezioni respiratorie, aborti e paralisi.Più del 90% dei cavalli è portatore sano del virus, il quale può riattivarsi e provocare malattia a causa di stress, trasporti o in seguito ad altre malattie.
Si tratta di una malattia respiratoria molto contagiosa , di solito con decorso acuto. Il virus penetra nell’organismo per via
inalatoria ed ha un periodo di incubazione che varia da uno a tre giorni.
Questa malattia si manifesta solitamente con un aumento della temperatura corporea che può
essere anche notevole ( 41°); vi è scolo dal naso come conseguenza della rinite catarrale che
può associarsi anche ad una laringotracheite e ad una bronchite. Il soggetto colpito si
presenta depresso, manifesta difficoltà nella deambulazione per i dolori muscolari associati a
questo stato morboso e, nella maggior parte dei casi, presenta tosse che può persistere da una
a ben tre settimane dall’inizio della febbre.
Il tempo in cui l’influenza si risolve è variabile e dipende dall’insorgenza e, in questo caso
anche dalla tipologia di eventuali complicazioni ; infatti tale situazione rende il soggetto più
sensibile ad altri patogeni, come ad esempio lo Streptococcus Equi, responsabile dell’adenite,
oppure, soprattutto se trascurata, l’influenza può evolvere in una vera e propria polmonite.
E' una grave malattia infettiva trasmissibile anche all'uomo e più facile a riscontrarsi negli animali denutriti: si appalesa con macchie biancastre ulcerose sulla mucosa del setto nasale, dalla fuoriuscita da esso di un secreto vischioso e dall'ingrossamento delle ghiandole sottomascellari. Questa malattia viene pure detta farcino perché a volte compaiono sotto la cute dei noduli o dei cordoni linfatici che degenerano poi in piaghe. Nei casi dubbi si ricorre alla malleinizzazione che permette una diagnosi sicura. L'animale colpito va subito isolato e la scuderia disinfettata, si dovrà inoltre escludere l'abbeverata collettiva in vasca. Non si conoscono mezzi di cura ma soltanto di prevenzione mediante vaccini specifici
Molti parassiti colpiscono il cavallo durante la sua vita, essi possono portare a sottrarre quantità anche elevate di nutrienti e indebolire notevolmente l’animale, possono liberare sostanze tossiche, possono danneggiare gli organi fino a perforarli, possono essere veicolo di infezioni e possono portare frequentemente nel cavallo coliche più o meno gravi, e calo delle performance.
Questa malattia è sporadica, ma comunque fatale nei cavalli. Può manifestarsi in tre forme: muta, fatale e furiosa. In caso di sospetto contatto, le autorità richiedono la rivaccinazione o l'abbattimento dell'animale non vaccinato( oppure 6 mesi di quarantena).
E’una patologia sostenuta da herpes virus.
Crea aborto ed è quindi necessario attuare un serio programma vaccinale durante la gravidanza della nostra cavalla.
Può colpire anche i puledri con una forma prevalentemente respiratoria ma anche i cavalli adulti con una forma nervosa.
Si tratta di una grave malattia infettiva non contagiosa, a letalità molto elevata, caratterizzata clinicamente da ipertonia dei muscoli somatici e da contrazioni spastiche intermittenti di tutta la muscolatura.La malattia è causata da un batterio, il Clostridium tetani, germe anaerobio, le cui spore (forme di resistenza) sono presenti nel suolo e nella polvere di tutti i paesi del mondo. Queste spore, poiché devono resistere a situazioni avverse, sono dotate di un'elevatissima resistenza ai fattori ambientali e in definitiva rappresentano il sistema con cui il germe resiste nell'ambiente e si trasmette agli animali recettivi. Esso è un ospite normale nell’intestino di molti erbivori, specialmente cavalli e pecore, e persino dell’uomo. Il contagio avviene per contaminazione di una lesione cutanea, anche minima, con spore tetaniche. Queste possono essere veicolate dagli stessi corpi che causano la lesione (spine, chiodi, schegge di legno, aghi, strumenti vari, ecc.) o essere già presenti sulla cute o mucosa lesionata.Le feci del cavallo sono uno dei mezzi di trasmissione più comune.I sintomi sono per lo più collegati a difficoltà di movimento e da uno stato d’eccitazione.

Vizi Redibitori
Sono quei vizi che, dopo aver acquistato un cavallo , consentono di restituirlo se tale vizio non è stato denunciato dal proprietario o comunque è stato nascosto.
Il cavallo di fronte alla porta del box oscilla in continuazione da un lato all'altro. A volte i piedi restano per terra durante il dondolio, ma nei casi più gravi li solleva ad ogni spostamento di peso sull'arto opposto. Questo è un vizio che col tempo porta ad un certo logoramento dei tendini e delle articolazioni oltre ad essere molto difficile da togliere. Essendo un vizio che deriva spesso dall'inattività e dalla noia è necessario distrarre il cavallo facendolo spesso lavorare e distraendolo dividendo in più parti le razioni di cibo giornaliere. Si consiglia di tenere questi cavalli al pascolo ed in compagnia di piccoli animali, pony o piccole caprette.
È causata dallo sfiancamento degli alveoli polmonari e si appalesa col cosiddetto “contraccolpo”; Le cause possono essere traumi, avvelenamento o pregresse infezioni, dovute al fatto che la inspirazione si verifica in due tempi. La malattia è di solito accompagnata da tosse debole e secca, a decorso lungo e di azione redibitoria: l’animale può però egualmente essere utilizzato purché si abbia l’avvertenza di sottoporlo a cure e ricostituenti, di cibarlo con foraggi verdi e beveroni, escludendo in via assoluta il fieno polveroso, imbrattato, ammuffito.
Malattia tipica dei cavalli ricoverati in condizioni inadeguate. Una delle cause principali sono gli allergeni contenuti nella paglia e nel fieno. Sintomi sono respiro alterato e difficoltoso, narici dilatate, tosse costante. Nei primi stadi può essere curata ma il più delle volte diventa cronica.E’ abitudine nelle campagne , ricoverare nella medesima stalla bovini e cavalli, questa attitudine e il modo “migliore” per assicurare al cavallo di contrarre la patologia in oggetto. Il cavallo , al contrario dei bovini che apprezzano le stalle calde ed umide, hanno invece bisogno di stalle ben areate, clima secco , lettiere pulite e asciutte.
Malattia respiratoria cronica, determinata da una paralisi della laringe, che può essere la conseguenza di un attacco di faringite, bronchite, influenza o pleurite,o può essere ereditario. Quando i cavalli affetti da detta malattia, sono affaticati, emettono un suono caratteristico dovuto all'inspirazione forzata( cavallo fischiatore). E' simile al fischio, solo che nel corneggio, il suono è basso.
Frequentemente chiamato"mal della luna" si presenta con un'opacità diffusa della cornea, l'occhio diventa traslucido e sembra una luna piena, e la malattia ricorre a fasi alterne. La patologia in termine medico è chiamata oftalmia periodica o uveite ricorrente, si presenta inizialmente mono laterale (localizzata in un solo occhio) come una congiuntivite sierosa, con edema della congiuntiva e della cornea, forte lacrimazione, fotofobia (riluttanza a tenere gli occhi aperti alla luce del sole). L'animale è abbattuto, con febbre e riduzione dell'appetito. Gli attacchi successivi possono interessare entrambi gli occhi, sono più severi, imprevedibili e la risoluzione non è mai completa. Normalmente fra un attacco doloroso e l'altro gli occhi dei cavalli presentano una forte vascolarizzazione della cornea che determina l'opacamento, l'ispessimento dell'iride e infine lesioni retiniche.La causa di questa malattia non è ancora del tutto accertata. Alcuni la mettono in relazione con la Leptospirosi e, infatti, si riscontrano sempre nel siero alti valori anticorpali; altri pensano a forme di microfilaria (Onchocerca cervicalis) infiltratasi a livello oculare e trasmessa dalle zanzare. Una volta diagnosticata l'oftalmite, dovrà essere curata mediante somministrazione di cortisonici sia per via generale sia locale.
Il cavallo serra con i denti il bordo della porta del box, o qualsiasi altra sporgenza,arcua il collo , succhia aria attraverso la bocca per poi spingerla dalla gola e dall'esofago nello stomaco, emettendo un suono caratteristico , causandosi consumo precoce dei denti anteriori (incisivi) e disturbi digestivi, fino a gravi coliche, per via dell'ingestione continua d'aria. Per evitare questo tic bisogna far muovere il cavallo il più possibile non consentendo alcuna possibilità di "appoggio" nel box verniciando spigoli, supporti e superfici con prodotti idonei a tenerlo lontano. Inoltre bisogna usare un collare con rinforzo in acciaio intorno al collo da rimuovere solo quando il cavallo mangia. Comunque la soluzione definitiva al "ticchio d'appoggio" è l'intervento chirurgico da affidare ad un buon veterinario. E' da notare, tra l'altro, che il ticchio d'appoggio è molto contagioso e perciò è oppurtuno isolare il cavallo ticchiatore dagli altri cavalli

Le Tare
Vengono definiti tare, tutti quei difetti di conformazione più o meno gravi, congeniti, traumatici o malattie che possono incidere sull'impiego o sul rendimento del cavallo, e in ogni caso ne diminuiscono il valore. Esse si possono suddividere in : tare molli e tare dure.
Interessa il nodello e può essere di origine traumatica o artritica: il rilasciamento dei tendini estensori o la contrattura dei flessori ne provoca una iperflessione e spesso anche la sua tumefazione.
Borsa sinoviale più o meno dura sulla punta del garretto dovuta a trauma, si presenta tumefatta in conseguenza di una bursite del calcaneo.
Tumefazione molle della parte anteriore superiore del ginocchio.
Morte delle cartilagini alari del piede. Si verifica prima una tumefazione calda della parte, seguita da una fistola e infine sopravviene una tumefazione dura.
Deformazione posteriore del garretto che interessa il tendine.Le varie cause possono essere garretti a falce e vaccini che provocano uno sforzo addizionale del legamento; Traumi da violento esercizio fisico, calci alle pareti e violenti tentativi di estendere il garretto. Guaribile anche se rimane un difetto permanente e se non dipende da cattiva conformazione.
Tumefazioni dure che si localizzano sotto il nodello. Si dividono in vere quelle articolari, e false quelle non articolari; possono apparire sulla pastoia e sulla corona.
Tumefazione dura e allungata del garretto che da luogo a una deformazione esterna.
Tumefazione della parte anteriore del nodello, provocata da una bursite.
Tumefazione sulla punta del gomito. E' una bursite dovuta soprattutto alla pressione provocata dal ferrodell'anteriore qundo il cavallo si sdraia. E' curabile ed evitabile con l'applicazione di una ciambella.
Vesciche piene di liquido sinoviale causate da stiramenti delle guaine tendinee. Possono essere articolari e tendinee a seconda della localizzazione. Non provocano zoppia; se queste tumefazioni sono accompagnate da flogosi (infiammazione), significa che la struttura sinoviale è alterata. Le sedi più comuni sono: nodello, guaina dei tendini flessori delle falangi sopra le ossa sesamidee prossimali, guaine degli estensori anteriori e laterali delle falangi. Compaiono spesso nei cavalli vecchi e logorati dal lavoro.
Tumefazione dura sullo stinco dovuta ad una lesione dei legamenti che congiungono le due ossa. E' grave se interessa i legamenti, tale tara ossea causa zoppia interferendo sul normale lavoro dei tendini. Si tratta di una tara dura di dimensioni varibili (da 5 mm a4/5 cent.)che colpisce generalmente gli anteriori. Colpisce spessissimo i cavalli giovani ed è indirettamente correlabile al duro allenamento, ad una conformazione deficiente o ad una cattiva nutrizione. Può essere seguito di attinture. Causa zoppia nei cavalli giovani in quanto sussite un' infiammazione. Può essere curata.
Frattura verticale del tessuto corneo dello zoccolo. Si dividono tra setole classiche ( partono dall'orlo della corona e vanno verso il basso ) e setole da pascolo (partono dallabase del piede e si dirigono verso l'alto). Provoca zoppia se la fenditura si allarga e si approfondisce fino ad arrivare alla parte viva dello zoccolo.
Tumefazione ossea puntiformesulla parte medio anteriore del garretto. Frequente in cavalli con garretto a falce o vaccino. Causato anche da traumi (improvvise fermate) e anche squilibri alimentari possono predisporre certi cavalli alla formazione dello spavenio. Causa zoppia e non è guaribile se lo spavenio è dovuto ad una difettosa conformazione in quanto la causa non è eliminabile. Se causato da traumi si può intervenire chirurgicamente
Sono tumefazioni molli situate rispettivamente lateralmente al garretto, ambedue i lati del garretto (trafitto), oppure interessano il tendine. Se non ci sono infiammazioni o alterazioni patologiche, non causano zoppia.
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